Esame CQC 2019

Il Decreto del Ministero dei Trasporti del 5 luglio 2019 ha designato le nuove regole degli esami CQC. Il programma resta lo stesso, cambia la struttura della prova. Dal 20 novembre il nuovo esame CQC 2019 sarà così strutturato:

  • una seduta unica
  • 70 quiz (40 sulla parte comune + 30 sulla parte specifica)
  • 90 minuti di tempo
  • massimo 7 errori consentiti

Chi invece possiede già la CQC merci e vuole la persone o viceversa, deve sostenere la prova seguente:

  • 30 quiz
  • 40 minuti di tempo
  • massimo 3 errori consentiti

Tutti i cambiamenti riguardano unicamente le modalità d’esame: gli argomenti richiesti e la procedura per il conseguimento non ha subito variazioni.

Nuovo esame CQC 2019

La CQC è un’abilitazione che, insieme alla patente, consente di svolgere in maniera professionale l’attività di autista a bordo di camion e autobus.

Sono previste due “versioni”: la CQC merci per chi possiede la patente di categoria C/CE (o C1/C1E) e la CQC persone per chi ha la patente D/DE (o D1/D1E).

Eventualmente possiamo anche decidere di prendere patente e CQC insieme per ottimizzare tempi e spese. Non ci sono “sconti” sugli esami da sostenere, ma sicuramente vantaggi dal punto di vista dei costi. Ecco come fare:

Le regole in vigore fin dalla nascita della CQC prevedono la frequenza di un corso teorico-pratico di 140 ore e il superamento di due esami a quiz. Il primo sulla cosiddetta parte comune e il secondo sulla parte specifica (diversa a seconda che si voglia conseguire la CQC merci o persone).

Con il recente decreto, si è deciso di cambiare solo la procedura d’esame. Per ottimizzare tempi e risorse (sono ormai noti a tutti i problemi di personale di molte Motorizzazioni) si passa da due sedute ad una sola. Nulla cambia sulla durata del corso e sul programma da studiare.

Vuoi sapere su che cosa prepararsi e quali sono gli argomenti richiesti? Ecco gli articoli che ne parlano:

Ricordiamo inoltre che la prenotazione dell’esame è possibile a patto che l’attestato di frequenza del corso sia stato rilasciato da non più di 12 mesi.

La bocciatura all’esame CQC comporta:

  • l’attesa di almeno 30 giorni per poterlo rifare
  • la presentazione di una nuova domanda (a patto che l’attestato del corso sia ancora valido)

Sottolineiamo che per il calcolo della validità dell’attestato si fa riferimento alla data di presentazione della domanda.

Vuoi qualche consiglio per superare l’esame? Ecco come passare l’esame CQC.

I cambiamenti riguardano anche il cosiddetto esame di ripristino da affrontare se la CQC è scaduta da oltre 2 anni.

In questo caso infatti, oltre al corso di 35 ore, chi vuole continuare ad avere la CQC deve rifare anche gli esami per il conseguimento. Tale novità investe quindi anche questa procedura. Per tutte le altre info, ecco gli esami ripristino CQC.

Fase transitoria

Come già detto, il nuovo esame CQC 2019 entra in vigore il 20 novembre. Per tutti quelli che a questa data si trovano con il conseguimento in corso, il Ministero, con la circolare n. 28767 del 19 settembre 2019, ha dato tutte le indicazioni.

Dal 20 novembre si possono sostenere solamente gli esami del nuovo tipo e quindi:

  • 70 quiz / 7 errori massimo / 90 minuti anche se la domanda è stata presentata prima
  • 30 quiz / 3 errori massimo / 40 minuti per chi prima del 20 novembre ha superato la parte comune (quindi si fa solo la parte specifica)

Chi non supera quest’ultimo esame, ripeterà solo questo presentando nuova domanda e aspettando almeno 30 giorni.

3 Commenti

  1. Il cqc ,se non sei uno studente di alto livello te la puoi scordare, e per ciò io rimarrò disoccupato…invece dal 2009 al 2014 bastava una foto e marca da bollo, senza esami, e gratis, qual’e la differenza di professionalità da prima e dopo? Grazie stato…. questo è il contributo all’ occupazione….

  2. Lei che è un insegnante esperto del settore, mi saprebbe spiegare le seguenti proposizioni se sono vere o false?

    – La fascia d’ingombro si riduce se il veicolo è dotato di asse autosterzante posteriore
    – La fascia d’ingombro aumenta all’aumentare degli sbalzi del veicolo
    – La fascia d’ingombro si riduce se il veicolo è dotato di asse autosterzante posteriore

    ( sonostate tratte dal listato delle categorie petenti c-d-e)
    Resto in attesa di un Suo fattivo interessamento a ciò

    Dino brisigotti

    • Salve, rispondo sinteticamente.

      Domande 1 e 3 (sono uguali): è vero perché l’asse autosterzante posteriore (cioè ho l’ultima ruota posteriore che invece di restare dritta, sterza in favore della curva) serve proprio ad “aiutare” il veicolo nella sterzata in modo che occupi meno spazio possibile (la fascia d’ingombro appunto).

      Domanda 2: è vero perché più sono grandi (“lunghi”) gli sbalzi (tipici di camion e autobus) più spazio occupa il veicolo durante la curva.

      Spero di essere stato utile e chiaro, anche se sintetico. In caso contrario non esiti a rispondere con altre domande commentando qui sotto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.